sono Nicola e vivo a Reggio Emilia.

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Caro tassista che dichiari 1000 euro al mese, che non si sa chi te l’ha fatto fare allora di comprarti la licenza a duecentomila, forse c’hai pure ragione quando dici che la liberalizzazione dei taxi come la soluzione di tutti i problemi dell’Italia è un’ingiustizia.

Caro onorevole deputato che non arrivi alla fine del mese con i 16.000 euro di indennità, forse c’hai pure ragione che non è abbassandovi lo stipendio di qualche euro che se risolvono i problemi dell’Italia.

Caro farmacista che ti “tocca” ereditare un’attività dei cui servizi in molti vorrebbero poter fare a meno ma nessuno può, forse c’hai ragione pure te quando dici che non è liberalizzando il mercato delle farmacie che si risolvono i problemi dell’Italia.

Caro vescovo, che ti tocca stare una vita senza trombare, forse c’hai ragione pure te, quando mi dici che se la chiesa pagasse l’ici non ci farebbe più tutto quel bene che c’ha fatto in questi secoli di oscurantismo culturale.

Caro benzinaio che mi vendi la benzina manco fosse chianti, forse c’hai ragione pure te a dirmi che le liberalizzazioni non mi faranno calare il prezzo e ti metteranno pure sul lastrico.

Caro povero possessore di uno Yacht da 19 metri o di un Porche Cayenne, lo so che ti tocca fare gli straordinari in miniera per poterti pagare le rate di quell’unica soddisfazione che ti sei potuto concedere in una vita fatta di sacrifici e rinunce, forse c’hai ragione pure te quando mi dici, che se ti ci metto pure la tassa ti rovino, te e tutti gli operai che lavorano nei cantieri e nelle fabbriche della Porche per quel discorso dell’offerta e della domanda.

Caro amico notaio, della cui professione devo ancora riuscire a comprendere l’utilità, c’hai ragione pure tu quando me dici che il lavoro è l’unica cosa buona che ti può lasciare tuo padre dopo averti condannato fin dall’infanzia alla certezza che avresti fatto quel mestiere, tanto che apponevi timbro e firma pure sugli scambi delle figurine alle elementari in cambio della merendina, e che non ce la possiamo prendere con voi, che in fondo siete solo 6000, che cosa vuoi che contino 6000 persone su una popolazione di 60 milioni.

Mò che ci penso, stai a vedere che il problema sono proprio io, io che vi sto ancora ad ascoltare invece che venire in piazza a darvi foco uno per uno. Che per fortuna sono contro la violenza.
Che mi chiedo dove eravate simpatici amici, quando i governi di un colore o dell’altro si inventavano la flessibilità spazzando via ogni garanzia per chiunque non fosse vostro figlio e noi scendevamo in piazza a prendese manganellate e lacrimogeni?
Dove eravate quando il governo giocava a sudoku con le nostre date di nascita e i contributi versati? Dove eravate quando Fiat, Omsa & Co. licenziavano e trasferivano gli stabilimenti all’estero?
Dove eravate mentre amichevoli poliziotti manganellavano studenti che in piazza chiedevano una scuola e una università più giuste ed efficienti anche per i vostri figli?
Dove eravate piccole amorevoli teste di cazzo, quando pur di non controllare i vostri negozi, le vostre attività, si cercava di dare la colpa della crisi a quattro disgraziati di immigrati, per esempio prendendosela con le “frutterie etniche” (sic.) o i negozi di kebab.

Ecco io non so dove eravate, ma so dove vorrei mandarvi:

affanculo.

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- M.S. (via animamigrante)
Fonte: animamigrante

Mafe De Baggis » Mettiamocela via

bellissimo post…

path2popular:

http://collegeboredom.net/

path2popular:

http://collegeboredom.net/

(via visualk)

Fonte: path2popular

tommaso:

You don’t get to destroy the internet just beacause it doesn’t fit your business model

tommaso:

You don’t get to destroy the internet just beacause it doesn’t fit your business model

Fonte: getlostandfindurself

"però lo capisco, per bossi avere un presidente che si chiama napolitano dev’essere come per un parroco avere un papa che si chiama diocane sedicesimo."

Fonte: friendfeed.com

"Avete presente i video “non ruberesti mai un’auto… non ruberesti mai una borsetta…” che trovate all’inizio di tanti DVD come messaggi antipirateria? La loro musica è di Melchior Rietveldt, un musicista olandese al quale il brano fu commissionato nel 2006 dall’associazione olandese di lotta alla pirateria audiovisiva BREIN. Ora Rietveldt dice che la sua musica è stata usata abusivamente negli spot antipirateria presenti sui DVD. Secondo Rietveldt, infatti, la licenza d’uso del suo brano ne permetteva lo sfruttamento soltanto in un singolo video antipirateria prodotto per un festival del cinema tenutosi nel 2006, ma da allora l’industria cinematografica ha riutilizzato il brano in decine di milioni di DVD senza pagargli un soldo in diritti d’autore. Si tratterebbe di una distribuzione non autorizzata su vastissima scala, per la quale il musicista reclama da tempo oltre un milione e trecentomila di euro."

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Rete Tre - La sigla degli spot antipirateria è piratata, dice l’autore (via xlthlx)

ma LOL

(via vivenda)

non ruberesti mai la sigla di uno spot anti pirateria?

(via culochetrema)

(via killingbambi)

Fonte: retetre.rtsi.ch

"Leggendo la storia di sto capoccione qua, stamattina pensavo a quelli – tantissimi – che hanno fatto strada grazie a favori e parentele. E pensavo: mi dispiace per voi. Ci sarà sempre una cosa che non proverete mai nella vostra vita: essere stimati."

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non penso mai a quelli che « rafeli blog – il diario delle piccole cose

devo assolutamente metter mano al google reader e sistemarlo. creare una cartellina in cui mettere pochi blog da leggere ma quelli leggerli sempre e davvero. adesso ce ne sono troppi. rafeli è uno di questi.

(via prezzemolo)

(via batchiara)

Fonte: rafeli.org

"la sintesi… Mi sembra una lista coerente, no?
Un ammiraglio alla difesa
Un avvocato alla giustizia
Un presidente dell’Istituto per gli studi di politica internazionale agli esteri
Un rettore all’istruzione
Un docente di storia contemporanea ai Beni Culturali

e neanche una bocchi**ra piazzata a ca**o di cane…
(la lista dei ministri)"

- s.  (via solodascavare)

(via cidindon)

Fonte: solodascavare


Internazionale, #923

dalla spagna per capire l’ìtalia…

Internazionale, #923

dalla spagna per capire l’ìtalia…

Fonte: hollywoodparty

"Come ha detto qualcuno, le storie capitano solo a chi le sa raccontare."

- P.Auster (via megliotardi)

(via megliotardi)

Fonte: myborderland

Text

gravitazero:

aitan:.

Tutti vedono la violenza del fiume in piena,
nessuno vede la violenza degli argini che lo costringono.

Bertolt Brecht

(via mangorosa)

Fonte: mangorosa

"Magari - ha affermato Natali - c’è la fila di fiorentini che vengono a vederla, gli stessi fiorentini che ignorano che qui da noi ci sono tre tavole di Leonardo. Ma il mio compito è quello di far conoscere non la Gioconda, che è già conosciuta, bensì il resto”. Per Natali, infatti, “la Gioconda a Firenze è una cosa che interessa solo le tv commerciali, i giornali commerciali: farla arrivare qua significa cedere il campo a mire che nulla hanno a che vedere con la formazione e la conoscenza dell’arte. Questo non è snobismo ma un principio di educazione: senza contare - ha detto il direttore degli Uffizi - che io conosco per lo meno 50 ritratti più belli della Gioconda, di cui tutti si disinteressano perchè, anche per colpa nostra, nessuno li fa conoscere”."

Fonte: firenze.repubblica.it

  • Aaron Adrignola: Whoever has locked out access to it.wikipedia.org should be immediately desysopped under emergency procedures. This site is run by the Wikimedia Foundation and I've seen no authorization by the WMF for the vandalism of one of its websites.
  • Milos Rancic: In Europe, people are able to strike.
Fonte: uomoinpolvere

quando si dice customer care....

sanbasoul:

Roma 10.30 AM

Un ragazzo in evidente scoglionamento causato da 40 minuti di assenza di linea, si alza lasciando il giacchetto sulla sedia e si dirige verso lo sportello.

:-Avete rotto il cazzo con queste scuse, non è vero che vi manca la linea!, non avete voglia di fare un…

Fonte: sanbasoul

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Noi ci allontaniamo, e il tempo passa, e ci dimentichiamo di sentirci perché succedono altre cose e piano piano tutto sbiadisce e rimane solo questa sensazione di malinconia per aver lasciato cadere una cosa bella, averla fatta appassire solo per incuria, per distrazione, per aver pensato “beh, lo faccio stasera, oppure lo farà lei, o insomma qualcosa succederà”.

E invece poi non succede mai niente, tutto viene dimenticato e l’ultima cosa che penso, in quel sogno, è sempre: “che peccato, ho perso qualcosa di bello e non ricordo più cos’è”.

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Mastroleo - Sogno numero uno (via divara)

(apri quel cazzo di indirizzo mail)

Occorre essere attenti per essere padroni di se ….

(via batchiara)

Fonte: divara